La ripresa del morbillo negli Stati Uniti: un sistema in crisi

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Gli Stati Uniti sono sul punto di perdere il loro status di eliminazione del morbillo dopo decenni di successi, segnalando una crisi più profonda all’interno delle infrastrutture sanitarie pubbliche della nazione. L’attuale aumento dei casi non è solo una sfida medica; è una conseguenza diretta di fallimenti sistemici, interferenze politiche e disinformazione dilagante.

Il crollo della leadership nella sanità pubblica

La situazione si è aggravata in seguito all’improvviso licenziamento della direttrice del CDC, la dottoressa Susan Monarez, da parte del presidente Trump, che ha provocato le dimissioni di funzionari chiave come la dottoressa Demeter Daskalakis, ex direttore del Centro nazionale per le immunizzazioni e le malattie respiratorie del CDC. Daskalakis ha affermato senza mezzi termini che “l’eliminazione è già persa” e che l’attuale amministrazione ha danneggiato il sistema sanitario pubblico “potenzialmente in modo irreparabile”.

Questo vuoto di leadership ha coinciso con un più ampio smantellamento delle risorse sanitarie pubbliche, compresi i tagli alle iscrizioni a Medicaid, come evidenziato dal governatore delle Hawaii Josh Green. I verdi temono che questa erosione della fiducia nei vaccini e nella ricerca renderà la prossima pandemia molto più devastante del Covid-19.

Il ruolo della disinformazione

La ripresa del morbillo è alimentata da campagne di disinformazione organizzate. Robert F. Kennedy Jr., in particolare, ha promosso trattamenti non verificati come steroidi per via inalatoria e antibiotici come alternative al vaccino MMR, sostenendo falsamente che il vaccino è inefficace o contiene sostanze nocive. Questa disinformazione ha messo radici in comunità vulnerabili, come una comunità ebraica ortodossa a New York e in alcune parti del Texas, dove si stanno verificando epidemie.

La diffusione di tali falsità non è solo irresponsabile; è attivamente pericoloso. Il morbillo è altamente contagioso, poiché ogni persona infetta può infettarne altre 12-18. Il virus rimane contagioso nell’aria per ore e il mantenimento dell’immunità di gregge richiede una copertura vaccinale del 95%.

I costi crescenti delle epidemie

L’impatto economico delle epidemie di morbillo è significativo. I ricercatori stimano che una singola epidemia costi oltre 36 milioni di dollari per 2.242 casi confermati nel 2025, e anche di più se si tiene conto della sottostima. Questi costi includono indagini iniziali, tracciamento dei contatti, misure di quarantena e vaccinazioni di emergenza. Ciò fa impallidire il costo della vaccinazione preventiva.

La dottoressa Annie Andrews, una pediatra della Carolina del Sud candidata al Senato, ha dettagliato le conseguenze pratiche del calo dei tassi di immunizzazione: triage dei pazienti nelle loro auto per prevenire la diffusione in studio e domande costanti ai pazienti sul loro stato di vaccinazione. Anche l’impatto economico sugli stati dipendenti dal turismo è una preoccupazione crescente.

Conto personale e fallimenti sistemici

Il costo umano delle epidemie di morbillo è grave. I casi sono aumentati a livelli mai visti dal 1991, con il 93% delle infezioni che si sono verificate tra i non vaccinati. Nel 2025 sono stati confermati oltre 2.200 casi, con un tasso di ospedalizzazione dell’11% e tre decessi. Storie come quella di Therese, la cui sorella è rimasta intellettualmente disabile a causa dell’encefalite indotta dal morbillo, illustrano la devastazione duratura che queste epidemie possono causare.

L’approccio dell’attuale amministrazione, come articolato dal funzionario del CDC Ralph Abraham, inquadra il rifiuto dei genitori di vaccinarsi come una questione di “libertà personale”. Ciò ignora il rischio per i bambini troppo piccoli per la vaccinazione e per gli individui immunocompromessi. La traiettoria attuale suggerisce che se la salute pubblica viene trattata come un business, perdere l’eliminazione del morbillo è semplicemente “il costo di fare affari”.

Gli Stati Uniti si trovano in un momento critico. È necessaria un’azione sostenuta per ricostruire la fiducia nei vaccini, rafforzare le infrastrutture sanitarie pubbliche e combattere la diffusione di una pericolosa disinformazione. Senza questi cambiamenti, la recrudescenza del morbillo non è un’anomalia ma il sintomo di un sistema che sta fallendo.