Comprendere i tempi “off” nella malattia di Parkinson in fase avanzata

0
20

La malattia di Parkinson è una malattia neurologica progressiva che colpisce il movimento. Con l’avanzare della malattia, molte persone attraversano periodi in cui i farmaci smettono di funzionare in modo efficace, portando ad un peggioramento dei sintomi. Questi periodi sono noti come periodi “off” e possono avere un impatto significativo sulla qualità della vita.

Quali sono le cause dei periodi di inattività?

La causa principale dei periodi di inattività è la naturale progressione del Parkinson. La malattia esaurisce gradualmente la dopamina, una sostanza chimica fondamentale del cervello responsabile di movimenti fluidi e controllati. Sebbene farmaci come la levodopa aiutino a sostituire la dopamina, la loro efficacia può diminuire nel tempo man mano che cambia la capacità del cervello di elaborarli.

Questo declino non è dovuto solo all’effetto farmacologico. Fattori come l’orario dei pasti, i livelli di stress, l’idratazione, la stitichezza e persino la qualità del sonno possono tutti influenzare l’efficacia dei farmaci. Uno scarso assorbimento dovuto a problemi digestivi o all’interferenza dei pasti ricchi di proteine ​​può ridurre l’efficacia del farmaco.

Riconoscere i sintomi

I periodi di inattività si manifestano in modo diverso per tutti, ma i segni comuni includono:

  • Maggiore rigidità e rigidità
  • Peggioramento dei tremori
  • Difficoltà a camminare o ad iniziare il movimento
  • Improvvisi crampi ai piedi
  • Sintomi non motori come ansia, sbalzi d’umore, dolore o disturbi gastrointestinali.

L’imprevedibilità dei tempi di pausa è una delle principali preoccupazioni. I sintomi possono emergere prima della dose successiva, svanire prematuramente o fluttuare notevolmente, rendendo impegnativa la routine quotidiana.

Gestire i tempi liberi: cosa potrebbe suggerire il medico

Non esiste una soluzione valida per tutti, ma diverse strategie possono aiutare:

  • Adeguamenti dei farmaci: I medici possono aggiungere farmaci come entacapone, opicapone o amantadina per prolungare gli effetti della levodopa o combinare formulazioni a rilascio immediato e a rilascio prolungato.
  • Farmaci di soccorso: la levodopa per via inalatoria (Inbrija) fornisce una dose ad azione rapida per episodi di interruzione improvvisa.
  • Cambiamenti nella dieta: L’assunzione di farmaci una o due ore prima o dopo i pasti può migliorare l’assorbimento. Si raccomanda inoltre di limitare gli integratori ad alto contenuto di ferro o calcio.
  • Opzioni chirurgiche: Le infusioni intestinali continue di levodopa-carbidopa o la stimolazione cerebrale profonda possono stabilizzare i livelli del farmaco e ridurre le fluttuazioni.

Fattori legati allo stile di vita che aiutano

Al di là degli interventi medici, semplici aggiustamenti possono fare la differenza:

  • Idratazione: Bere abbastanza liquidi (9-13 tazze al giorno) migliora l’assorbimento del farmaco.
  • Gestione della stitichezza: una dieta ricca di fibre e una corretta idratazione prevengono la stitichezza, che interferisce con l’efficacia dei farmaci.
  • Riduzione dello stress: L’esercizio fisico, la meditazione o l’allontanamento da situazioni stressanti possono ridurre al minimo i fattori scatenanti del tempo libero.
  • Sonno costante: il sonno scarso aggrava i sintomi; dare priorità al riposo.
  • Tempistica dell’assunzione di proteine: Regolare la tempistica dei pasti per evitare di interrompere l’assorbimento della levodopa.

Tenere traccia dei sintomi è fondamentale. Tieni un diario che dettaglia quando si verificano i periodi di inattività, quanto durano e qualsiasi potenziale fattore scatenante (stress, pasti, livelli di attività). Condividi queste informazioni con il tuo team sanitario.

Il risultato finale

I tempi liberi sono una realtà comune ma frustrante per molti affetti da Parkinson. Comprendendo le cause, riconoscendo i sintomi e lavorando a stretto contatto con un medico per esplorare le opzioni di trattamento, le persone possono riprendere il controllo e migliorare la qualità della vita. La gestione di questa condizione richiede un approccio proattivo e sfaccettato, che combini i farmaci con aggiustamenti dello stile di vita.