La stagione delle allergie sta iniziando prima e durando più a lungo in tutti gli Stati Uniti, con livelli di pollini significativamente più alti rispetto ai decenni precedenti. Questo cambiamento non è solo un inconveniente stagionale, ma una conseguenza diretta del cambiamento climatico, che colpisce milioni di persone che soffrono di reazioni allergiche e asma. La stagione di crescita delle piante si è ampliata a causa delle temperature più calde, il che significa più tempo per la produzione di polline e un impatto più grave sui soggetti allergici.
Il numero crescente di pollini
La ricerca mostra che il periodo tra l’ultimo congelamento e il primo congelamento si è allungato, dando alle piante una finestra più lunga per generare polline. Ciò significa che le stagioni delle allergie non sono più limitate alla primavera e all’autunno; si allungano, si sovrappongono e diventano più intensi. La conta dei pollini è aumentata di circa il 20%, esacerbando sintomi come starnuti, tosse e lacrimazione. Gli effetti non sono uniformi: alcune regioni, come il Nord-Ovest, hanno registrato gli aumenti più drammatici, con stagioni di crescita che si sono estese di 31 giorni dal 1970.
Variazioni e previsioni regionali
Sebbene alcune aree stiano registrando un inizio ritardato a causa delle temperature più fredde (Georgia, Carolina e Virginia), gli esperti avvertono che questo sollievo potrebbe essere temporaneo. Si prevede che quest’anno la valle dell’Ohio sarà colpita particolarmente duramente, mentre il nord-ovest vedrà alcuni dei maggiori aumenti dei livelli di pollini. Le previsioni di AccuWeather prevedono che un gelo di fine primavera potrebbe solo rinviare l’inevitabile aumento dei pollini più avanti nella stagione.
Il cambiamento climatico come fattore principale
La causa alla base di questo cambiamento è chiara: il cambiamento climatico. Come spiega Kristy Dahl, PhD, vicepresidente per la scienza presso Climate Central, “È un chiaro segnale di un mondo in riscaldamento, guidato dall’inquinamento da carbonio”. L’aumento dell’anidride carbonica nell’atmosfera agisce come fertilizzante per le piante, portando a una maggiore produzione di polline. Ridurre le emissioni di combustibili fossili è fondamentale per mitigare il problema.
Prepararsi per una stagione prolungata
I professionisti medici sottolineano la necessità di una gestione proattiva delle allergie. Juanita Mora, MD, allergologo del Chicago Allergy Center, consiglia a chi soffre di allergie e asma di tenere sotto controllo i sintomi * prima * che i livelli di polline raggiungano il picco. Nana Mireku MD, allergologo pediatrico presso TexasAllergyMD, consiglia di iniziare i farmaci (antistaminici, spray nasali, inalatori) due o tre settimane prima dell’inizio tipico della stagione delle allergie nella loro regione.
I suggerimenti pratici per la gestione dei sintomi includono:
– Tenere le finestre chiuse durante il sonno e il viaggio
– Fare la doccia e cambiarsi i vestiti dopo una prolungata esposizione all’aperto
– Monitoraggio delle previsioni polliniche locali
– Consultazione di un allergologo per test e cure mirate
– Utilizzo di risciacqui salini, spray nasali steroidei e antistaminici
Anche l’immunoterapia allergica (colpi allergici o compresse sublinguali) può fornire sollievo a lungo termine. Stagioni allergiche prolungate possono peggiorare condizioni come asma ed eczema, rendendo essenziale la preparazione.
È improbabile che la situazione migliori a breve termine: il polline dell’erba seguirà quello degli alberi e le tempeste di ambrosia domineranno l’autunno. Chi soffre di allergie dovrebbe aspettarsi una lunga stagione di disagio.





























