Una nuova ricerca indica che un maggiore consumo di carne può essere correlato a un declino cognitivo più lento, ma solo negli individui portatori della variante genetica APOE ε4. Questa scoperta, pubblicata su JAMA Open Network, mette in discussione l’approccio unico alla dieta ed evidenzia il ruolo svolto dalla genetica nel modo in cui rispondiamo al cibo.
Il gene APOE e la salute del cervello
The APOE gene regulates fat and cholesterol processing in the body. Esiste in tre forme principali: ε2, ε3 e ε4. Portare con sé una o due copie della variante ε4 aumenta significativamente il rischio di malattia di Alzheimer, fino a un aumento di 12 volte per chi ne possiede due copie. Circa il 25% della popolazione ne possiede almeno una copia, il che significa che una parte sostanziale della popolazione potrebbe avere differenze geneticamente determinate nella risposta del cervello alle scelte dietetiche.
Risultati dello studio: consumo di carne e funzione cognitiva
I ricercatori hanno analizzato i dati di oltre 133.000 partecipanti alla Biobanca britannica. Lo studio ha rivelato che un elevato consumo di carne era associato a un declino cognitivo più lento esclusivamente nei soggetti con la variante ε4 (genotipi ε3/ε4 o ε4/ε4). Questi individui hanno dimostrato una migliore intelligenza fluida – la capacità di risolvere nuovi problemi – quando consumano più carne.
Per i partecipanti senza la variante ε4, il consumo di carne non ha mostrato benefici cognitivi significativi.
Perché è importante: contesto evolutivo
I ricercatori propongono che la variante APOE ε4 sia un gene ancestrale, il che significa che i primi esseri umani probabilmente si sono evoluti utilizzando la carne come fonte alimentare primaria. Il loro cervello potrebbe essersi adattato per prosperare con i nutrienti abbondanti nella carne, come la vitamina B12, il ferro, lo zinco e le proteine complete. Man mano che le diete umane si diversificavano, sono emerse nuove varianti genetiche che potrebbero essere più adatte a diete a base vegetale o miste. Gli individui con la variante ε4 possono, quindi, trarre beneficio dalla carne in modi che altri non fanno.
Tuttavia, è fondamentale sottolineare che si tratta di uno studio osservazionale; la correlazione non equivale alla causalità. Sono necessarie ulteriori ricerche per confermare un legame diretto tra consumo di carne e protezione cognitiva nei portatori ε4.
Implicazioni pratiche
Se sai di essere portatore della variante APOE ε4, può essere utile discutere dell’aumento del consumo di carne con il tuo medico come parte di una più ampia strategia per la salute del cervello. Sono disponibili test genetici, ma conoscere il proprio stato è una decisione personale con implicazioni emotive, dato il collegamento con il rischio di Alzheimer.
Indipendentemente dal tuo stato APOE, si consiglia di dare la priorità a fonti di carne non trasformata e di alta qualità (manzo allevato ad erba, pollame allevato al pascolo, pesce catturato in natura).
In definitiva, la salute cognitiva dipende da molti fattori oltre la dieta, tra cui il sonno, l’esercizio fisico e la gestione dello stress.
Conclusione
Questo studio suggerisce che potrebbe essere necessario adattare le raccomandazioni dietetiche ai profili genetici individuali. Per circa una persona su quattro portatrice della variante APOE ε4, il consumo di carne può svolgere un ruolo più critico nella salute del cervello di quanto si pensasse in precedenza. I risultati sottolineano l’importanza della nutrizione personalizzata e la complessa interazione tra genetica, dieta e funzione cognitiva.
